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A che punto è il vostro progetto e quali sono gli obiettivi per il futuro?
Siamo in fase seed e per la primavera del 2026 la Beta sarà pronta per i primi testing ufficiali. Il progetto oggi è in una fase molto solida: abbiamo validato il modello dei game tour, attivato collaborazioni istituzionali importanti e stiamo già lavorando ai primi prototipi di esperienze narrative in AR. I prossimi step per il futuro riguardano sicuramente la scalabilità: portare i nostri tour in più città italiane, continuare la ricerca con università e centri di innovazione e aprire collaborazioni con brand che vogliono raccontarsi in modo nuovo, sostenibile e immersivo. L’obiettivo di fondo è uno: creare una rete nazionale di esperienze culturali digitali che valorizzino i centri storici e generino impatto vero sulle comunità locali.
Quando e come nasce l'idea?
Mirnarts nasce da un’idea semplice: rendere i nostri centri storici più vivi, inclusivi e sostenibili trasformandoli in scenari narrativi digitali. Siamo quattro soci con un passato comune nell’arte, nella tecnologia e nella creatività: tre sorelle cresciute tra mostre e festival, e un developer che ha accompagnato quelle produzioni fin dall’inizio. Nel 2023 abbiamo realizzato insieme il nostro primo progetto: “Viral Human -Arte Pubblica e Metaverso” e il successo dell’iniziativa ci ha portati organicamente dove siamo adesso.
Qual è la caratteristica che vi distingue dai competitor e che potrà essere la chiave del vostro successo?
La nostra vera differenza è il legame profondo con la ricerca culturale e storica dei territori: collaboriamo con istituzioni, archivi, università e realtà artistiche che ci permettono di costruire esperienze narrative radicate, autentiche e difficili da replicare. Non offriamo semplici tour, ma veri ecosistemi culturali che combinano game design, tecnologia e memoria dei luoghi.
Questa connessione con la ricerca e con le istituzioni — insieme alla nostra capacità di trasformarla in format giocabili — è la chiave del nostro vantaggio: ci permette di creare prodotti unici, credibili e con un valore che cresce nel tempo.
Fare startup significa anche affrontare sfide di varie entità nel proprio percorso: qual è stato il momento più "challenging" e qual è la lezione più importante che avete imparato?
La sfida più grande è stata la gestione dei tempi e delle risorse: in una startup le cose accadono tutte insieme. Ma proprio lì abbiamo capito la lezione più utile: la forza del team. Il fatto di fidarci l’uno dell’altra, di parlarci chiaro e di condividere una visione ci ha permesso di superare i momenti più complessi senza perdere energia.
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